Finalmente capsule biodegradabili!!

Inquinamento e capsule del caffè: qual è il problema?

Le capsule di caffè non sono considerate imballaggi, per cui non sono destinate alla raccolta differenziata, bensì gettate tra i rifiuti indifferenziati.
In questo modo finiscono nelle discariche e negli inceneritori, con un potenziale impatto ambientale di notevole entità e al quonto problematico.
Le capsule sono infatti difficili da riciclare, perché fatte con una miscela di plastica e alluminio, a cui si vanno ad aggiungere i sedimenti organici di caffè che, a contatto con questa miscela, rende difficile lo smaltimento nella maggior parte degli impianti di riciclaggio più comuni.

Capsule del caffè e inquinamento: le alternative eco-compatibili
Lo smaltimento dei rifiuti è una questione ambientale critica, soprattutto in paesi dove i costi delle discariche sono molto alti.
Sul mercato, comunque, esistono alternative alle capsule in plastica e alluminio.
L’anno scorso alcune ditte di caffè hanno sviluppato una capsula in materiale biopolimerico biodegradabile al 100%; non solo le capsule biodegradabili possono essere composte da materiale a base di fibre vegetali.
In fine l’ultima novità sono le capsule in MaterB compostabili 100% prodotte con materiale di reciclaggio.

Ora vediamo un glossario della biodegradabilità centrato sulle capsule per il caffè porzionato.
Biodegradabilità:
Proprietà delle sostanze organiche di trasformarsi in altre più semplici (come anidride carbonica, acqua e metano) per mezzo dell’attività di microorganismi.
La definizione di biodegradabile è strettamente legata alle condizioni e al tempo impiegati per portare a termine il processo di biodegradazione.
Senza queste specificazioni, il termine biodegradabile diventa vago, in quanto virtualmente qualunque sostanza organica è biodegradabile se non ne viene specificato l’arco temporale.

Compostaggio:
Decomposizione biologica controllata, in presenza di ossigeno (aero- bica), di ri uti organici dalla quale si forma un materiale denominato compost, utilizzabile in agricoltura come fertilizzante.
È la soluzione ideale per lo smaltimento della frazione organica dei ri uti urbani (detta anche “frazione umida”).
Può avere luogo sia su scala industriale, negli appositi impianti, sia su scala ridotta attraverso le compostiere domestiche.

Compostaggio industriale:
Trattamento industriale della frazione umida di rifiuti solidi urbani e di scarti di produzione agricola e industriale biodegradabili per l’ottenimento di compost per il commercio.
Il trattamento avviene per mezzo di un processo biologico in presenza di ossigeno. Mater-Bi® Famiglia di materiali plastici sviluppati, brevettati e prodotti da Novamont, contenenti risorse rinnovabili di origine agricola.
Sono biodegradabili e compostabili ai sensi della norma europea UNI EN 13432 e garantiscono resistenza e tenuta in modo del tutto simile alle plastiche tradizionali.
Plastiche compostabili Non tutte le plastiche biodegradabili sono anche compostabili.
Per essere ammesse al compostaggio, le bioplastiche devono soddisfare i seguenti criteri, stabiliti dalle norme europee UNI EN13432 e EN14995:
• assenza di sostanze tossiche, come metalli pesanti;
• biodegradabilità entro 24 settimane in condizioni di compostaggio industriale;
• disintegrabilità, cioè frammentazione e perdita di visibilità nel compost finale: entro 3 mesi, la massa del materia- le deve essere costituita almeno per il 90% da frammenti di dimensioni inferiori a 2 mm;
• assenza di effetti negativi ed ecotossici sul compost finale.

Come possiamo vedere, alcune aziende hanno a cuore la questione ambientale e si stanno muovendo per rendere le capsule di caffè più sostenibili.
È questa la direzione giusta: finché il mercato delle capsule continuerà a crescere, a fare la differenza saranno le aziende che offrono alternative sempre più sostenibili ed eco-friendly.

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